Hip Hip Hurrà

TRAMA

PRIMA SETTIMANA
A Colossi, dalla casa di Filemone e Agrippina, in seguito alle solite sgarbatezze del padrone (in occasione dell’ospitalità di Leucippo e Romolo), lo schiavo Onesimo si dà alla fuga. Conosce Brutus e, con lui e il suo (presunto) cavallo Augusto, si imbarca per Rimini, in Italia, alla volta di Roma.


SECONDA SETTIMANA
La storia torna di nuovo a Filemone che, rimasto senza l’affezionato schiavo, ne sente la mancanza. Non vuole vedere nessuno, è scontroso con gli ospiti Leucippo e Romolo… e tenta di rimediare invitandoli a cena. Non vorrebbe andare ad Atene ad una fiera, decide allora di andare dall’Episcopo di Colossi per chiedergli un consiglio. Capisce che dovrà ascoltare la parola che gli aveva detto l’apostolo Paolo su Gesù, perché la libertà è importante per Onesimo come per lui. Tornato a casa, per cambiare pensiero si dà anche all’atletica… ma si rende conto che gli manca non tanto lo “schiavo” Onesimo, quanto piuttosto l’Onesimo “amico”.


TERZA SETTIMANA
Siamo a Roma, dove Onesimo e Brutus si sistemano. Hanno la sventura di venire ripetutamente multati dal centurione Urbano e per non indebitarsi col locandiere che li ospita si mettono a lavorare per lui come stallieri. Onesimo ha modo di incontrare due schiavi cristiani e l’apostolo Paolo e decide di farsi battezzare. Brutus se ne va dalla locanda, avendo trovato un sacchetto di monete dimenticato nel posto sbagliato dal locandiere e volendo godersi la sua libertà. Ma ad Onesimo questo tipo di libertà non basta.


QUARTA SETTIMANA
Il battesimo, l’incontro e la conversazione con Paolo aprono ad Onesimo la possibilità di un ritorno a Colossi da Filemone e di essergli nuovo schiavo ma come fratello suo in Gesù, generato alla fede dallo stesso padre, Paolo per l’appunto.
Onesimo si mette in viaggio. Filemone viene preparato all’incontro da una lettera inviata da Paolo che gli spiega come ha conosciuto Onesimo e come lo rimanda a lui, Filemone.
La conclusione è l’incontro gioioso di Filemone con Onesimo e la festa, inizio per entrambi di una vita nuova.

I temi portanti


Il primo è la libertà. Tanti la cercano, ma pochi sono in grado di assaporarla davvero.
Spesso viene confusa con il semplice fatto di fare quello che si vuole, ma è una scelta un po’ pericolosa perché, volenti o no, siamo partecipi di un mondo dove ci sono regole e norme da rispettare. Che cos’è allora la vera libertà? La risposta è complessa: la stessa storia del GrEst è sviluppata alla ricerca di una soluzione.

Il secondo è l'amicizia. Che dire, se non che è una cosa fantastica? Il GrEst è un luogo ideale per ritrovare questo clima.  Dove si possono ritrovare così  tanti  amici tutti assieme se non al GrEst? Nel nostro GrEst c’è una storia di amicizia, che sebbene  di  fantasia,  esprime  bene quali sono gli elementi di una vera amicizia.

Il terzo, molto importante, è il perdono. I  rapporti  tra  le  persone,  sono  spesso messi a dura prova, ma ciò non significa che, ogni volta si presenti un  problema, un litigio, debba per forza cadere il mondo! È l’insieme di tutti gli avvenimenti accaduti che rinforzano l'amicizia. Non solo i  momenti belli, di divertimento, ma anche quelli più difficili. E se è importante il perdono fra amici, anche il rapporto con Dio deve essere curato, non abbandonato a se stesso. È bello sentirsi amati e perdonati anche da chi è più grande di noi.

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