In ricordo di Naida

 

 

 

 

 

 

 

 

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Forte come l'amore è la morte...

 

Naida è una nostra cara amica, una mamma, una moglie, una catechista, da sempre impegnata nella comunità parrocchiale con i ragazzi, i giovani, le famiglie...con Franco ha scelto di vivere la sua vita consacrandosi l'uno all'altro con il Sacramento del Matrimonio ed in questi anni ha speso e donato la sua vita per edificare la sua "comunità familiare" e la comunità cristiana della Parrocchia di Vignole.

 

Purtroppo l'11 settembre 2008 ci ha lasciato, dopo 2 anni di malattia vissuta con forza e tenacia, lottando e sopportando interventi, chemioterapie, cure sperimentali e nonostrante tutto continuando ad essere nostra amica, facendo forza a tutti noi, continuando a lavorare in parrocchia, non arrendendosi nè davanti alla malattia nè davanti alle difficoltà.

Questa la testimonianza più bella e significativa che Naida lascia nel cuore di ogni persona che l'ha conosciuta, che le è stata amica, e che vogliamo condividere in queste pagine, perchè la sua vita, la sua testimonianza, il suo esempio risplenda e continui a tracciare il nostro cammino, seguendo le tracce che ha lasciato indelebili in noi e che vogliamo seguire con sicurezza per orientare la nostra vita verso il Signore e verso i fratelli.

 

 

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Dal Cantico dei Cantici 8, 5-7     

                      
Chi è colei che sale dal deserto, appoggiata al suo diletto?
Sotto il melo ti ho svegliata; là, dove ti concepì tua madre, là, dove la tua genitrice ti partorì.
Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio.

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Gli amici ti ricordano così...

 

Siamo una famiglia!

In questi giorni in cui ci siamo strinti attorno a Franco e Naida
abbiamo compreso qualcosa che prima non ci era chiaro e che in tanti anni di amicizia, di condivisione, di esperienze fatte insieme forse non avevamo capito: siamo una famiglia! Perché è proprio nella logica della vita familiare, ordinaria, nella semplicità e quotidianità che Franco e Naida hanno tessuto una rete di rapporti, relazioni significative con tante persone e realtà. Come non ricordare agli inizi, come giovani coppie, il cammino formativo e spirituale, e le intense esperienze nel gruppo Zoar


e poi l’impegno in parrocchia, nella catechesi e nel post-cresima accompagnando tanti ragazzi e giovani nel loro cammino di fede
e poi ancora nel gruppo delle famiglie qui in parrocchia
fino ad arrivare all’impegno nella Commissione Diocesana di Pastorale Familiare e alla Casa Sulla Roccia.

Dico Franco e Naida perché noi li vediamo così, una cosa sola,
sempre uniti, sempre insieme a Emanuele e Matteo…
sempre presenti, sempre pronti e disponibili per tanti servizi dai più umili ai più impegnativi.
Non possiamo parlare di Naida senza pensare a Franco e da oggi non potremo vedere Franco senza scorgere in lui il volto di Naida…
Loro sono una cosa sola e quel SI che 12 anni fa si sono scambiati in questa Chiesa, davanti a tanti di noi, preparata a festa come oggi per loro, ora è ancora più forte, più assoluto, più esigente!

A Naida è stato chiesto di vivere il suo Si nella malattia, vivendo con fede e nell’abbandono totale, nella logica del seme che per portare frutto deve morire.

A Franco, ai figli, ai familiare a tutti noi, custodendo nel cuore tutto ciò che lei ha fatto per tutti…e per ogni membro di questa grande famiglia, di questa comunità….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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GRAZIE NAIDA

 

Pensieri confusi, parole che si rincorrono.
Sono tanti i ricordi che in questo momento affollano le nostre menti,
e forse tu hai già letto dentro i nostri cuori,
e tra tanta confusione,
sei riuscita a trovare quello che ognuno di noi in questo momento ha voglia di dirti: GRAZIE.
Grazie Naida, amica affettuosa,
compagna di tante avventure.
Grazie per il tuo carattere forte e deciso,
che ha saputo guidarci in tanti momenti di insicurezza.
Grazie perché pensando a te non possiamo che sorridere,ricordandoti seduta al volante della tua amata macchina. Occhiali scuri, cappello e via, si parte, guai a chi guida, il pilota sei tu, e gli altri? Sono tutti dietro, vai troppo veloce.
Grazie perché hai saputo affrontare con coraggio la sofferenza, giorno dopo giorno,
una notizia bella, una brutta, ma tu sempre tenace.
Franco, cosa dicono i medici?
Che c’è da lottare.
Ed io allora lotto.Tu che ti ritenevi fortunata perché lavorando in mezzo ai tessuti potevi cambiare il colore della bandana tutti i giorni,
come a prenderti gioco di quel male che tanto ha lottato contro di te.


Tu, ragazza qualunque, che hai saputo insegnarci l’importanza di un matrimonio vissuto nella fede.
Perché quando c’è il sigillo di Dio le cose cambiano, si fa sul serio.
Non importano grandi banchetti, auto lussuose…basta una twingo, magari viola, magari quella con cui andavate in giro tutti i giorni.
Qualche fiocco di carta crespa incollato sopra, tanti amici, e la ricchezza di una celebrazione curata in ogni dettaglio.
Perché la vera festa è quella nella Fede, di fronte a Dio,
è quella che vi ha tenuto uniti, Tu e Franco, per tutti questi anni,
che vi ha fatto testimoniare alle giovani coppie di fidanzati
la ricchezza  e l’importanza del matrimonio.


Quella che vi ha fatto essere uno dei principali motori del gruppo delle famiglie.
Quella che vi ha fatto essere attenti fondatori e presenza viva della casa sulla roccia.
Grazie per la bella famiglia che insieme a Franco ci hai regalato, la famosa famiglia degli “Uzzi”, chi non la conosce, sempre presenti.
Grazie per Emanuele e Matteo, che abbiamo visto crescere insieme a noi,
perché una vera famiglia non si separa mai, e allora ecco che i bambini sono una ricchezza da portare sempre con se.
Ed eccoli, i tuoi gioielli,
Emanuele, con i suoi occhi limpidi e sorridenti, i capelli un po’ ribelli.
Matteo con il suo linguaggio da piccolo adulto e la sua esuberanza incontrollabile.
Sempre con noi, sempre con voi, al mare, in montagna, in parrocchia, campi estivi, gruppi famiglie….insomma in ogni occasione, perché scusate, dimenticavo…
…guai a lasciare qualcosa di incompiuto. Guai a perdersi una riunione, anche se si finisce per avere tutte le sere impegnate.
Questo sei stata tu Naida,
guai a farsi sopraffare dalla fatica,
ed allora eccoti al lavoro tutti i giorni, anche quando forse avevi tutte le ragioni per startene a letto.
Mai un lamento, mai niente che lasciasse trasparire la tua sofferenza.
Grazie per essere sempre stata attenta ai nostri bisogni,
anche se forse quella che aveva più bisogno di comprensione eri tu.

Grazie per essere stata punto di riferimento per tanti giovani della parrocchia,
quei giovani che oggi sono qui e ti stringono forte,
ricordando con affetto le tue incursioni notturne nelle camerate durante i campi estivi.
Quelle sane brontolate che tanti hanno aiutato a crescere.
Grazie per tutto il tempo speso a parlare con loro,
cercando di rispondere con saggezza alle loro proteste, alle loro domande esistenziali.
Perché se oggi ci sono tanti giovani in parrocchia è anche perché tu hai creduto insieme a noi
In loro, hai scommesso su di loro.


Grazie perché questa chiesa oggi parla di te,
ti ha vista crescere nella fede,
attenta, protagonista presente.
Magari guardando là in fondo sembra ancora di vederti passare indaffarata
Mentre sistemi o prepari qualcosa che i soliti smemorati si sono dimenticati.
Grazie perché ogni stanza, ogni angolo qui parla di te, della tua esperienza, della tua conoscenza mai scontata.
Tu sempre presente, sempre disponibile.
Manca qualcosa?
Uno squillo al cellulare e la Naida salta in macchina, chiama Franco e via si parte, c’è da trovare il segno per la massa dei bambini, le piante per la festa della mamma, manca un po’ di stoffa per addobbare il presepe.
Eccola che arriva, a tutte le ore, senza mai un no.
Grazie perché avere opinioni diverse dalle tue non era una barriera, ma un modo per confrontarsi.
Grazie per il tuo cuore grande.
Grazie per la velocità e la semplicità con cui riuscivi a fare tutto.
Grazie per la testardaggine con cui affrontavi ogni cosa, in fondo gli obiettivi sono fatti per essere raggiunti, quindi ci si arriccia le maniche e si punta dritto alla nostra meta.
Grazie per tutti gli amici che sei riuscita a riunire qui oggi.
Grazie perché sono tante le cose che ci parlano di te.
Grazie Naida per la breve favola che ci hai regalato
Perché ci hai permesso di stare con te,
condividere un po’ della tua vita.
E come tutti sappiamo ,
sono le storie più corte quelle più ricche di significato, quelle che in poche righe
ti sanno raccontare un’infinità di cose.


Naida, tu sei stata per noi una favola breve, troppo breve per permetterci di assaporarne a pieno la ricchezza.
Dovremo rileggerti tante e tante volte,
e forse alla fine capiremo che tra le righe tu hai scritto:
Franco, Emanuele, Matteo,mamma, papà,ragazzi, amici, parenti
Avete fatto di tutto per tenermi con voi,
avete lottato nel silenzio insieme a me
ma io sono stata chiamata a far parte di un progetto ben più grande
da oggi sono nei vostri cuori
vi ho lasciato però una grande eredità
vi prego portate avanti, coltivate ciò che ho seminato con tanto amore, con forza, con costanza e con coraggio.
 I tuoi Amici

Carissimo Franco, fratello mio,
ho sentito il bisogno di scriverti così, in questo modo un po' bizzarro e forse un po' eccessivo.
Ti ho incontrato stasera, d'impatto, all'improvviso: altre persone intorno... parlavo... sguardi un po' di ruolo. Non ti avevo visto.
Poi ho inciampato nel tuo sguardo, luminoso. Il tuo volto di sempre, buono, aperto, addirittura sereno. La stessa solidità rassicurante, la stessa mitezza contagiosa che ti avevo visto altre volte prima di adesso, prima di questo tempo.
Mi sono sentito come ci si sente davanti a un gigante, come quando si avverte la dismisura tra te e qualcos'altro.
Avrei voluto chiamarti in disparte, dirti tante cose, provare a balbettarti qualcosa come: "Ti voglio bene, ti sono vicino".
Ma ho capito che davanti a te, davanti al tuo dolore, davanti al dolore, si deve avere il silenzio di chi sente di dover imparare, e non la parola di chi pensa di avere qualcosa da insegnare.
Uscendo ho letto la cosa che mi hai dato; mi ha commosso.
Dopo, mentre guidavo, ho sentito fortissimo il bisogno di dirti grazie per la testimonianza e la lezione di coraggio e di fiducia nella bontà di Dio che ci dai, che sei.
Fai conto che sia il grazie di un giovane qualsiasi della tua Diocesi, che è proprio quello che lì con te mi sono sentito di essere e di voler rimanere. Non mi capitava da tanto... è stato bello.
Grazie Franco, fratello mio; in tanti abbiamo bisogno di te.

 
Edoardo Baroncelli
Responsabile della Pastorale Giovanile
Diocesi di Pistoia
 

 

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